8°Tappa Montpellier - Sailes d'Aude 116 km Temp 16°C. Cielo sereno, vento teso da est
La sera ho visitato la città di Montpellier, me la ricordavo diversa più piccola, ma si sa i ricordi spesso non sono coerenti con la realtà. Ho trovato una città grande con molta gente per le strade, con ristoranti ovunque e la gente che si gode questo inizio d'estate seduta ai tavoli dei bar e ristoranti. Molte belle strade, chiese e monumenti da vedere, ma ho poca voglia, passeggio senza meta tra le strade del centro, lunghe file per il gelato italiano che va alla grande. Anch'io alla fine cedo per una coppetta cara ma buona. Il centro storico è ricco e completamente pedonale. Qui non si sente crisi, sembra che tutto giri per il verso giusto, in periferia forse è diverso, ma non vedo homeless e altri personaggi in cerca di sbarcare il lunario, molti sono i neri, ma ben integrati, famiglie intere che sembrano in perfetto stile francese.
Alle 10 però la stanchezza comincia a farsi sentire, torno in camera e mi addormento pur se il caldo è oppressivo.
La mattina alle 7 parto in direzione Sete, ho optato per una strada più lunga che costeggia ancora il mare per evitare salite.
Questa volta Komoot fa il suo dovere tutto il giorno è mi prospetta un percorso 50% su piste ciclabili e 50% su secondarie. Il vento oggi però è stato abbastanza teso tutto il giorno è quasi sempre al traverso.
Sul lungomare di Sete faccio un primo incontro con una cicloturista inglese, si chiama Clar è di Cambridge e sta tornando a casa, ma prima fa una deviazione a Barcellona da dove, in traghetto, andrà a trovare suo padre che è a Maiorca.
Il tempo per un saluto e una fotografia e riparto, oggi la strada è lunga. Dopo circa 20 km mi fermo per mangiare un po' di frutta e quando riparto vedo davanti a me un cicloturista che mi sembra Clar, la raggiungo e ci riconosciamo e facciamo insieme 20 km . Mi racconta che sta tornando da un viaggio che è cominciato a Ulaanbaatar l'anno scorso. Incredibile! Abbiamo in comune l'Asia fatta in solitaria in direzioni opposte. Inutile dire che ci confrontiamo con i ricordi e che riconosciamo entrambi la grande umanità dei popoli asiatici. Mi dice che durante l'inverno ha interrotto il viaggio è l'ha ripreso questa primavera e ora va versobil termine. Vengo anche a sapere che è 4 anni che gira in bicicletta da sola, e prima si è fatta tutta l'Australia per 14000 km in 10 mesi, ma come immaginavo non la ritiene adatta alla bici, troppe distanze tra un posto e un altro, nel mezzo nulla. Ha pure attraversato il centro che per settimane non trovi nulla.
Questa volta Komoot fa il suo dovere tutto il giorno è mi prospetta un percorso 50% su piste ciclabili e 50% su secondarie. Il vento oggi però è stato abbastanza teso tutto il giorno è quasi sempre al traverso.
Sul lungomare di Sete faccio un primo incontro con una cicloturista inglese, si chiama Clar è di Cambridge e sta tornando a casa, ma prima fa una deviazione a Barcellona da dove, in traghetto, andrà a trovare suo padre che è a Maiorca.
Il tempo per un saluto e una fotografia e riparto, oggi la strada è lunga. Dopo circa 20 km mi fermo per mangiare un po' di frutta e quando riparto vedo davanti a me un cicloturista che mi sembra Clar, la raggiungo e ci riconosciamo e facciamo insieme 20 km . Mi racconta che sta tornando da un viaggio che è cominciato a Ulaanbaatar l'anno scorso. Incredibile! Abbiamo in comune l'Asia fatta in solitaria in direzioni opposte. Inutile dire che ci confrontiamo con i ricordi e che riconosciamo entrambi la grande umanità dei popoli asiatici. Mi dice che durante l'inverno ha interrotto il viaggio è l'ha ripreso questa primavera e ora va versobil termine. Vengo anche a sapere che è 4 anni che gira in bicicletta da sola, e prima si è fatta tutta l'Australia per 14000 km in 10 mesi, ma come immaginavo non la ritiene adatta alla bici, troppe distanze tra un posto e un altro, nel mezzo nulla. Ha pure attraversato il centro che per settimane non trovi nulla.
Un caffè insieme all'ultimo paese in comune, poi lei prosegue per Barcellona e io veso l'interno. È Comunque sorprendente che lo spirito viaggiatore non ha confine né sesso. Viene da chiedersi come campa. Mi dice di avere un lavoro on line di finanza, mi chiedo se lavora di notte. Ma non voglio infierire anche perché mi racconta che in guado in Mongolia il suo latop si è rotto e ha potuto solo piangere. Proseguo ora da solo, i campi sono di grano quasi maturo, inframmezzati a vigneti enormi e curatissimi. Tanto vino producono i francesi, tanto ne esportano, ma tanto lo bevono, sono il popolo che ha il consumo di vino procapite più alto del mondo. Senza nulla da invidiare al vino italiano, devo dire che qui la qualità è alta sempre anche nei vini de pays che corrispondono ai nostri vini da tavola. Proseguo ancora una ventina di chilometri e comincio ad avere fame, sotto l'ombra di un platano due cicloturisti stanno mangiando un panino. Mi fermo e anch'io estraggo un po' di alimenti e mi siedo a terra a conversare con loro. Sono una coppia di Svizzeri di Basilea e stanno andando in Spagna a Tarragona. Lei si chiama Marion e parla inglese, lui Andy e parla tedesco e spagnolo. Sono un po' più giovani di me, ma simpatici e cordiali.
Gli ultimi chilometri, sempre con vento fastidioso, ma fresco mi portano al Camping municipale di Sailes d'Aude sul canale du midi. Il campeggio è piccolo, accogliente e molto economico. Mi piazzo vicino ad un olandese che è partito in bicicletta da Sete e sta tornando a casa. In pratica è al suo primo giorno, ma mi sembra ben equipaggiato e terribilmente giovane, arriverà sicuramente.
Oggi è domenica e Aucan è chiuso al pomeriggio, opto per una birretta all'unico bar aperto e spero che l'unico ristorante del paese apra per questa sera, altrimenti mi è rimasto davvero poco nella dispensa. Domani vi dico.
Per ora è tutto, ciao alla prossima.
Oggi è domenica e Aucan è chiuso al pomeriggio, opto per una birretta all'unico bar aperto e spero che l'unico ristorante del paese apra per questa sera, altrimenti mi è rimasto davvero poco nella dispensa. Domani vi dico.
Per ora è tutto, ciao alla prossima.





















Sorry anche qui in città era una domenica afosa impegnativa, Montpellier la immaginavo più fresca
RispondiEliminaX tua fortuna Komoot non é Osman
Trovare cicloturisti sulla tua strada ne é una conferma
Ma l'Australia in bici é da mattiiii