10° TAPPA Castelnaudary - Toulose km 68, cielo sereno. Temp 16°C.
Oggi una breve tappa, sono in anticipo sulla tabella di marcia, ne approfitto per visitare la città di Tolosa, una delle più popolose du Francia.
Poco dopo la partenza riprendo la via sul canale, ieri sera la specialità era il Casulet, una variante della nostra cassola, carne di maiale e salsiccia speziata su una larga base di fagioli bianchi di Spagna, il tutto servito in una terrina di coccio rovente. Buona, saporita, infinita, ci ho messo molto impegno per vedere la fine, ma ce l'ho fatta. Purtroppo il vino in brocca non era all'altezza, sarebbe stato meglio una bottiglia, lo dico sempre, ma poi cedo perché forse una bottiglia sarebbe stata troppo.
I primi km ancora in ghiaietto, ma poi asfalto. Le chiuse sul canale cominciano ad essere a scendere, significa che ho superato lo spartiacque. Il percorso è sempre bello, sempre all'ombra che sento fresca. Pedalo senza fretta, mi fermo sovente non solo per mangiare qualcosa, ma per foto e qualche parola con chi viaggia. Alcuni a piedi con zaino, altri in bici sia da turismo che da corsa. Con un anziano ci sediamo su una panchina e comincio a parlare, lui sta facendo a piedi da Arles a Bordeaux è una spagnolo e poi tornerà in treno, anche lui ha già fatto il cammino del nord x Santiago e così ci scambiamo ricordi e pareri, quando lo saluto mi ringrazia di aver parlato con lui, il grazie è reciproco.
Alle 13 arrivo davanti al ostello prenotato, il check-in è alle 15 lo sapevo, ma approfitto per lasciare bici e bagagli. Poi vado da Decathlon, è proprio vicino, compro un copertone nuovo per la ruota posteriore, il mio è già extraliso e a Santiago non arrivo. Ne ho trovato uno ripiegato così lo cambierò solo quando il mio mi saluta definitivamente. Ai giardini di questa grande città su di una panchina faccio conoscenza con una coppia di bretoni, qui in vacanza. Si parla della Bretagna e dei bei posti di mare. Mangio anche un sandwich autoprodotto. Una birra fresca sotto gli alberi aspettando le 15. Finalmente il check-in, il letto è uno dei peggiori incubi, un loculo al 3 livello, in una stanzetta da 8. Cerco inutilmente di averne uno a basso, ma mi dicono che sono l'ultimo ad aver prenotato e la mia età avanzata non viene considerata. Pazienza. Accendo l'aria condizionata per rinfrescare l'ambiente e dopo una doccia rigeneratrice, scendo nella hall per fare il report. Solo qui vi è WiFi. Si spende poco, ma vale poco, unica fortuna è di essere in centro. Poi esco per vedere la città a piedi.
Ad oggi sono 978,5 km, circa un terzo, dieci giorni passati sui trenta programmati, sono in perfetta media.
Sono molto contento di essere partito, di aver vinto indugi e pigrizia. Come sempre, per me, viaggiare è vivere ad un livello superiore, mi dà molto. Il fisico reagisce bene, le gambe girano, il tempo è, per ora, stato perfetto, solo un'ora di pioggia nei pressi di Cannes. Non chiedo di meglio.
Il tour di Tolosa comincia con la piazza del Capitolo, la città è prevalentemente costruita in pietra rossa, mattoni, probabilmente la più comune risorsa edile della zona.
L'impressione è che è una città che non se la tira, il suo aspetto è confidenziale. La grande piazza è tipica francese con lo stato che è al centro.
Poi vado a vedere la chiesa e il chiostro dei Giacobini. È la chiesa domenicana più grande a sud della Francia. È strana come architettura, due navate e non tre, e una colonna all'altezza del coro di 23 m che sostiene tutta la cupola, ha la forma di una grande palma, il chistro con capitolo e cappella, non mi sono piaciute più di tanto.
Qui sono conservate le spoglie di San Tommaso o forse le reliquie. Terza tappa urbana alla Cattedrale di San Sernin, la torre campanaria è molto alta e ricorda più un minareto che un campanile, forse retaggio della dominazione moresca.
La basilica è fresca ed invita alla preghiera. Mi soffermo ad ascoltare un rosario in francese almeno un poco.
Poi vedo che vi è l'ufficio dei volontari del cammino di San Giacomo, allora entro e dopo essermi presentato, chiedo di avere la credenziale e il primo timbro. Subito accordati, così vengo a sapere di essere sul percorso che parte da Arles e poi si collegherà a Saint Jean Pied de Port al cammino francese. Chiedo anche informazioni sul percorso migliore e mi dicono di passare per Auch e da qui scendere verso Pau e poi Pied de Port da lì se voglio fare il percorso del nord, passasare a Irun direttamente.
Penso che accetterò il consiglio.
Ora sono arrivato sulla Garonne al ponte di San Pierre, un fiume già molto grande che porta a Bordeaux.
Per oggi è tutto, ciao alla prossima





























Come vedi è destino passare per Pau..! Di ritorno al primo cammino di Santiago in bicicletta nel lontano..forse 2005..chissà se la nostra amica Kenzia vive ancora lì.. "passare per crederci"!..
RispondiEliminaComplimenti per rispettare la tabella di marcia! Viaggiare é una autoricarica!
RispondiEliminaA Tolosa c'è un centro di formazione per insegnanti di agraria: vi ho passato una settimana ricca di spunti e idee d'avanguardia. La città mi ha dato la tua stessa impressione di laboriositá e modestia comunque solida coi suoi edifici da "enrosadira" al tramonto..buonanotte dalle Dolomiti
Sempre bello condividere pensieri
RispondiEliminaCaspita ti ho perso pun attimo e hai gia' fatto quasi 1000 chilometri! Mitico!!! La pedalata in solitaria vedo che ti rigenera, fratellino! Goditi il freso della Francia che qui si schiatta dal caldo!
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